La vera storia dell’Elfo di Babbo Natale

Ti sei mai chiesto come faccia Babbo Natale, che vive al Polo Nord, a sapere sempre come si comportano i bambini di tutto il mondo?

E chi lo aiuta a gestire le sue renne e la sua enorme fabbrica di giocattoli? 

Ci sono gli elfi per questo e … Per molto altro …

 

Ricorda:

È nato in America

La tradizione nasce nel 2004 negli Stati Uniti con l’uscita di un albo illustrato dal titolo “Elf on the shelf”.

Gioca e fa scherzi

L’elfo è un gran birichino … Fa scherzetti, birichinate, si fa trovare in posti diversi della casa.

Di giorno sta in casa, ma di notte ...

Torna magicamente al Polo Nord da Babbo Natale. Fa rientro a casa al mattino, prima che i bambini si sveglino.

L’elfo sulla mensola

Il gioco dell’elfo di Babbo Natale

 Il gioco dell’elfo di Babbo Natale ha origine da un albo illustrato uscito negli Stati Uniti nel 2004 dal titolo Elf on the shelf, l’elfo sulla mensola. In italiano, purtroppo, la rima si perde nella traduzione. Per questa ragione nel nostro Paese chi ha deciso di adottare questa tradizione con i propri bambini preferisce chiamarlo in un altro modo: il gioco dell’elfo, o il gioco dell’elfo di Babbo Natale o, ancora, il gioco dell’elfo birichino e via dicendo … Nel libro di Carol Aebersold and Chanda Bell l’elfo è sempre nominato “scout elf”, che si può tradurre con l’espressione con “l’elfo esploratore”.

Elf on the shelf, a Christmas Tradition

Il libro Elf on the shelf  racconta la storia di un elfo osservatore (elfo scout) che ricopre il ruolo di aiutante  di Babbo Natale. Il suo compito è quello di “monitorare” i comportamenti di tutti i membri della famiglia che lo ospita per poi riportarli, ogni notte, a Babbo Natale, in attesa che arrivi il 25 dicembre. 

Il libro, fin da subito, è stato proposto al pubblico in un cofanetto contenente sia l’albo illustrato sia il pupazzo dell’elfo, è scritto in rima e, attualmente, non esiste un’edizione italiana. 

 

Identikit dell’elfo di Babbo Natale

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Maschio o femmina?

Gli elfetti sono di entrambi i sessi, ci sono elfi maschi ed elfi femmine, elfi minuti ed elfi grassottelli, quelli di pezza e quelli con la testa in plastica … Ad ogni famiglia il piacere di trovare l’elfo adatto ai propri bambini

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Uno, due, tre ... Quanti elfi nelle famiglie con più di un bambino?

L’elfo può essere uno solo e occuparsi di “tenere d’occhio” laughing tutti i bambini presenti nel nucleo familiare (senza dimenticare che anche gli adulti devono comportarsi bene, dando il buon esempio!). Ma nulla vieta che in famiglia ogni bambino abbia il suo elfo di riferimento. Tenete presente che il bello dell’elfo sta nella sua capacità di fare scherzetti: più elfi in famiglia significherà più impegno per i genitori nella gestione degli scenari.

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Ogni giorno l'elfo fa uno scherzetto diverso?

Sì, se il tempo ve lo consente e l’idea è compatibile con le dinamiche della vostra famiglia. Ma anche no, se manca il tempo … L’elfo è una creatura libera e imprevedibile, un giorno può fare uno scherzo e fuggire in auto con Barbie, e un altro giorno farsi trovare semplicemente nascosto sotto il letto … 

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Ma quale elfo comprare? E dove?

L’universo è pieno di elfi 🙂 ce ne sono di ogni tipo e li potete trovare ovunque: presso i negozi di giocattoli, su Amazon (elfo ed elfetta originale), presso i negozi di arredamento nel periodo natalizio. Alcuni elfi sono maggiormente gestibili e modellabili per organizzare gli scherzetti, altri meno … Nella nostra sezione blog troverai tutti i nostri consigli e le recensioni.

L'elfo di Babbo Natale

L'Elfo tradotto in italiano, pronto all'uso!

Tutti i nostri PDF, scaricabili e stampabili, pronti per essere usati con i vostri bambini. La lettera di Babbo Natale, la storia originale, il certificato di adozione e molto altro!

Come adattare la storia dell’elfo sulla mensola alla nostra cultura

 

Molte delle critiche che arrivano a proposito di questo gioco sono relative al ruolo dell’elfo all’interno della famiglia.

L’elfo scout è un esploratore il cui ruolo è quello di osservare e riportare a Babbo Natale quanto visto.

Questa funzione di osservatore è assolutamente condivisa nel mondo protestante, dove la tradizione è nata ed è largamente accettata nei Paesi del Nord Europa: quando una persona si comporta male o quando uno studente viola le regole della scuola copiando, per esempio, in queste culture è un dovere civico denunciare il comportamento scorretto all’autorità.

In questo senso, l’elfo non sta facendo niente di male. Nel libro americano, infatti, la storia racconta proprio la storia degli elfi di Babbo Natale che si nascondono nelle case della gente per controllare tutto quello che accade.

Elfo esploratore che osserva o … Elfo spione?

Nella nostra cultura, il rischio di trasformarlo da simpatico aiutante a spia di Babbo Natale, pronto a cogliere in fallo qualsiasi mancanza dei bambini, è un attimo. Inoltre, in Italia, quando usiamo l’espressione “fare la spia” diamo al comportamento un’accezione prevalentemente negativa: lo spione è un infame.

 D’altra parte, però, non si è sempre detto ai bambini che se si comportano male la Befana porterà loro carbone, invece di dolcetti? In questo caso, è comunque la befana che osserva e decide, non c’è nessuno che “fa la spia”.

In alcuni gruppi di genitori, si è completamente tagliata la parte dell’elfo che ha il ruolo di “controllore”, proprio perché si rifiuta l’idea che i bambini si sentano giudicati, messi sotto pressione, controllati. Per mediare potete anche mettere l’accento sul fatto che l’elfo è prima di tutto un esploratore e non un controllore: assiste alle cose brutte che possono succedere, ma riporta anche e soprattutto quelle belle e, non da ultimo, è un gran birichino che si diverte a fare un sacco di scherzetti!!!

La scelta rimane sempre quella dei genitori.

Le regole: dubbi e domande frequenti ...

Spostare l'elfo, convincere i bambini che sarebbe meglio non toccarlo, evitare che finisca nel cesto dei giocattoli dimenticati ... Come fare? Leggi le domande più frequenti dei genitori ...

È proprio necessario che in casa sia allestita la porticina magica?

La porticina magica attraverso cui l’elfo, ogni notte, passa per spostarsi da casa vostra al Polo Nord non è assolutamente obbligatoria. L’elfo è una creatura magica, non ha bisogno di porte, può semplicemente smaterializzarsi a suo piacimento. Alcuni genitori trovano carino preparare, o comprare già pronta la porticina di passaggio, per il gusto di arricchire la storia. Altri usano la porta come occasione per passare qualche ora con i propri bambini realizzandola, in maniera artigianale, tutti insieme. Nel web ci sono moltissimi tutorial per realizzare la porticina dell’elfo con le proprie mani. Dalle piccole porte in cartoncino semplici, ai capolavori in das che troverete sul web, va tutto bene. Anche per quanto riguarda il posizionamento della porta elfica in casa, in genere si mette all'altezza del battiscopa (in questo modo si evita anche di sciupare i muri di casa quando si andrà a smontare), ma non ci sono vincoli.

 

Perché i bambini non possono toccare l'elfo? E se fanno storie?

La storia tradizionale su questo è molto chiara. Il motivo è intuibile: toccarlo, giocarci, spostarlo e mescolarlo con gli altri giocattoli, gli farebbe perdere molto del suo fascino agli occhi dei bambini che finirebbero per considerarlo non un personaggio speciale, ma uno dei tanti balocchi della casa. Non siete obbligati a seguire questa regola, ma il rischio che il bambino, potendolo maneggiare, alla fine perda interesse in lui e nel gioco, è da mettere in conto. Alcuni genitori fanno fatica ad accettare questo passaggio: in molti temono che vietare ai bambini di toccare l'elfo porti a capricci. Ci sta, ovviamente, che questo accada. Le dinamiche dell'elfo a casa vostra rispecchieranno inevitabilmente le vostre scelte educative, se i vostri bambini sono abituati ad avere a che fare con regole da osservare, probabilmente accetteranno la cosa di buon grado, diversamente faranno più resistenze. Ancora una volta, non ci stancheremo mai di sottolineare che questo è un gioco e, come tale, apre un canale prezioso di comunicazione tra bambini e loro genitori: ogni famiglia è a se, ha le sue dinamiche, le sue abitudini e le sue strategie comunicative, scegliete quello che pensate sia meglio per i vostri bambini. 

Le date di arrivo (1 dicembre) e di partenza (24 dicembre) sono vincolanti?

Le date di arrivo e partenza dell’elfo rimangono sempre indicative, ma finito il periodo delle feste, l’elfo sparisce per un anno. Questo è un punto molto importante,  perché se rimanesse in casa, ben presto i bambini perderebbero interesse per lui e diventerebbe uno dei tanti oggetti della casa. Forse i bambini saranno un po’ tristi, tuttavia è proprio nel giorno del 24 dicembre che l’elfo si può baciare, abbracciare, coccolare proprio per accomiatarsi da lui, augurargli buona fortuna e dargli appuntamento all’anno seguente.

Quando la mattina il bambino trova l'elfo all'interno di una coreografia messa in scena dai genitori, va lasciato in quella posizione per tutto il giorno?

Se per l’elfo viene organizzato uno scenario con una birichinata, magari sul tavolo di cucina, intento a mangiare la Nutella o in bagno, per terra, tutto arrotolato nella carta igienica con cui ha giocato, la scena, per quanto esilarante sul momento, è difficile da lasciare allestita per tutta la giornata. Questo non solo perché intralcia la quotidianità, ma anche perché è una tortura per i bambini avere l'elfo a portata di mano, ma non poterlo toccare. È quindi è consigliabile spostarlo in un'altra zona, non appena lo scherzo è stato visto e goduto dai bambini. Ovviamente, i genitori, godono di uno speciale permesso per spostare l'elfo.

Ma allora come faccio a giustificare lo spostamento dell'elfo? Non si era detto che non si può toccare?

È abbastanza ovvio che se l’elfo semplicemente si sposta da una stanza all’altra della casa ogni mattina, la regola del non toccare non è difficile da far rispettare: basterà posizionarlo in un posto ben visibile, ma non accessibile ai bambini: su una mensola, un mobile in alto …  Noi vi consigliamo di informare i bambini che mamma e papà hanno un permesso speciale per spostarlo dalla scena del suo scherzetto, al fine di rimetterlo in una posizione più “comoda”, che gli permetta di osservare la vita di casa, dopo aver fatto lo scherzo. Detto questo, l’elfo può passare il resto della giornata sullo scaffale della libreria della sala, per esempio, accessibile alla vista, ma non alle manine curiose. Per i genitori più "professionisti" esiste in commercio uno "speciale guanto magico" per spostare l'elfo senza fa sparire la magia ... Se pensate che vi serva ...

Dall'attesa, all'arrivo dell'elfo, gli step descritti passo per passo

La storia dell'elfo di Babbo Natale si racconta ai bambini (la prima volta) prima del 1° dicembre.  Il 1° dicembre l'elfo arriva a casa, il 24 dicembre notte l'elfo ritorna al Polo Nord: questi sono 3 tre punti chiave del gioco. Tuttavia alcuni genitori vorrebbero "date più precise" e modalità più dettagliate. Posto sempre il fatto che non esiste una regola vincolante, potete muovervi così:

Nei giorni precendenti al 1° dicembre succederà questo:

1- Ai bambini verrà raccontata la favola 2-arriverà la lettera con cui Babbo Natale comunica che a quella famiglia è stato assegnato un elfo o un'elfetta 3- dovrà essere creata e montata la porticina magica.

Il giorno 1° dicembre

1- Arriverà l'elfo che i bambini troveranno vicino alla porticina con l'attestato di adozione e il passaporto da compilare (scelta definitiva del nome). Lo potete far trovare ai bambini già intento a fare uno scherzetto, o inventarvi un altro modo per farlo arrivare a casa: è tutto lecito e tutto divertente!

Il giorno 24 dicembre

L'elfo si può abbracciare, toccare, salutare e gli si consegna un biglietto di arrivederci con un disegno speciale, fatto dal bambino.

Il giorno 25 dicembre

L'elfo non c'è più, al suo posto un biglietto con i saluti e la promessa di riverdersi l'anno successivo. Naturalmente, al posto dell'elfo, sono arrivati i regali.

Che cos'è la polverina magica che attiva la porta magica dell'elfo? È necessaria?

Esistono milioni di varianti del gioco e gruppi di discussione sui social network che si confrontano su scherzi da fare, regole da seguire, atteggiamenti da tenere. L'esistenza della polverina magica è una variante, un particolare in più che si può aggiungere al gioco. In pratica, con la porticina o con l'elfo, arriva anche una bustina contenente una polverina magica (brillantini, perline, polveri fluorescenti). Questa, sparsa sulla porticina magica, ha il potere di attivarla per fare in modo che di notte permetta il passaggio dell'elfo da casa vostra al Polo Nord e ritorno. È fondamentale? No.

La "documentazione" che viaggia con l'elfo ...

Il gioco è fatto anche di ritualità che contribuiscono ad accrescere la magia e il mistero, come l'arrivo di documenti e lettere da parte di Babbo Natale per introdurre l'elfo, nominarlo, adottarlo, creare il suo speciale passaporto. Fra i materiali che potete scaricare gratuitamente in questo sito, vi forniamo una serie di pdf già pronti da stampare da usare con i vostri bambini (per introdurre l'elfo, per adottarlo in famiglia, per salutarlo il 24 dicembre ...). Vi suggeriamo di non abusare con la burocrazia cool ed evitare di aggiungere e aggiungere fogli da compilare e regole da sottoscrivere da parte dei bambini, perché questo potrebbe sortire l'effetto contrario, rendendo l'arrivo dell'elfo  ansiogeno e non piacevole. Ci sono stati casi di bambini che sono stati sopraffatti dalla documentazione (troppo entusiasmo da parte dei genitori) e alla fine, in lacrime, hanno comunicato di non voler avere niente a che fare con l'elfo: troppo stress.

Avvistamenti dell'Elfo

Dove si compra l’elfo di Babbo Natale?

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Non c'è un elfo migliore di un altro ... C'è il libro originale e c'è l'elfo che con lui è nato. Col tempo, sempre dagli stessi produttori, l'elfo si è evoluto e si è declinato in diversi modelli: tutto morbido, senza la testa di plastica, nella versione femminuccia,...

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Il nome dell’elfo di Babbo Natale

Il nome dell’elfo di Babbo Natale

Come si chiama l'elfo di Babbo Natale? L'elfo sulla mensola non nasce con un nome, sarà la famiglia, o meglio ancora, il bambino o la bambina che lo adotteranno a dargliene uno. Fisbee, l'elfo della storia scritta da Carol e Chanda Bell Nella prefazione dell'albo...

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